Il figlio prediletto

Quarto titolo finalista Premio Strega 2018

Amici lettori, sono stati comunicati i titoli dei dodici libri finalisti del Premio Strega 2018. Vorrei avventurarmi a recensirli tutti. Diversamente dal solito, attribuirò a ciascuno una votazione da zero a dieci, e relativi decimali. A fine corsa potrò proporvi il titolo che, a mio parere, meriterebbe di ottenere l’ambito premio. Accompagnatemi in questa impresa con i vostri pareri e i vostri commenti!

Una bella storia toccante. Anzi due, quella di Nunzio e quella di Annina, sua nipote.
Raccontate in una prosa fortemente evocativa, composta e delicata, capace di supportare la scorrevole fluidità dell’andamento narrativo, e modulata nei diversi registri che i cambiamenti di tempo e di luogo richiedono. Tempi e luoghi diversi che finiscono per intrecciarsi e confluire in un’unica narrazione. Siamo in un paesino della Calabria, alla fine degli anni sessanta. Nunzio e Antonio, ventenni, si amano da due mesi, e vengono scoperti. Antonio è massacrato di botte, fino alla morte e Nunzio costretto a partire per l‘Inghilterra: deve sparire per togliere dall’imbarazzo la famiglia. Tornerà da morto, a trentaquattro anni. L’unica a piangere al suo funerale, la madre: per lei era sempre stato il figlio prediletto “Quell’anno del funerale dello zio Nunzio il lutto era, se possibile, ancora più stretto, tanto che mi pareva che sotto il velo nero anche i capelli e la faccia le si fossero scuriti”. E’ Annina che parla, la figlia di Santino, il fratello maggiore di Nunzio. Ha stabilito un legame speciale con questa nonna austera, narratrice di cupe storie di fantasmi, “donna di terra, di ulivi, grano e meloni”, e custode di tutti i valori tremendi della società patriarcale. L’idillio tra nonna e nipote si rompe quando Annina, compiuti i tredici anni, tenta di allargare i suoi orizzonti iscrivendosi a un laboratorio di teatro itinerante. E, così, la “maledizione” torna a colpire la famiglia Lo Cascio: prima Nunzio con la sua omosessualità, ora Annina che vuole fare l’attrice, cioè la “buttana”. Difficile essere gay in Calabria negli anni sessanta ma, ancora oggi, difficile rompere le maglie del pregiudizio e della tradizione. Nunzio paga l’alto costo della sua diversità con lunghi anni di un malinconico e doloroso “lasciarsi vivere”, ossessionato dal ricordo della “mattanza” di Antonio. Incontri importanti, nei suoi anni londinesi, con indimenticabili personaggi della storia, Thomas, Larry, Funny, nei modi più diversi, lo accompagnano alla ricerca della sua identità, con cui fare pace, e del suo posto nel mondo “Nunzio si sentì liberato da una zavorra: non quella del lavoro ma del dover controllare i gesti e le parole, dell’apparire ciò che non era”.
A distanza di anni, Annina, fuggita dal suo paese, approderà proprio a Londra, dove potrà ricostruire l’immagine di zio Nunzio, che porterà con sé in Aspromonte, dove tutto ha avuto inizio, e tutto si ricompone in uno stupefacente dialogo sulla tomba di nonna Carmela: “Ssettati”, dice alla nipote che, per l’ultima volta, non può fare altro che obbedire.

Voto: 9

Autore: Angela Nanetti
Casa editrice: Neri Pozza

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