Il tribunale degli uccelli

Non può definirsi un thriller, ma la tensione cresce di pagina in pagina: due soli personaggi, Astrid e Bagge che riescono a sostenere la storia senza un momento di noia. Astrid, giovane promessa della tv, in seguito ad uno scandalo che l’ha coinvolta, è stata costretta a lasciare il lavoro e ad accettare il ruolo di governante giardiniera nella casa di
Bagge, isolata dal mondo nel bel mezzo di un fiordo. Bagge è un uomo sfuggente, pieno di misteri. La moglie esiste, ma non abita la casa né si sa quando tornerà. I suoi abiti riposti in grandi scatole, come la volontà di Bagge a tenere chiusi la sua camera e il suo studio, sono chiari elementi di un mistero che va risolto. La narrazione procede fluida e spedita e i dialoghi serrati contribuiscono a vivacizzare la storia e a definire i contorni dei due personaggi. Le atmosfere nordiche, il fiordo e il bosco, incantati come in una fiaba, diventano improvvisamente inquietanti e sono descritti in una lingua mai banale, senza sprechi o cadute, che sa modularsi in tutti i registri mimetici per descrivere, raccontare, riflettere. Un bel romanzo che si legge tutto d’un fiato.

Autore: Agnes Ravatn
Casa editrice: Marsilio

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