Il caso Kellan

Questa volta è una Milano innevata a fare da sfondo alla vicenda. E’ singolare che recentemente sto incrociando tante belle storie ambientate in una città che ho nel cuore. O forse sono questi libri che trovano me, per accompagnarmi in giro per le strade che mi hanno regalato tante emozioni.Mi scuso, amici lettori, per questa parentesi personale, e mi affretto a tornare alle impressioni sul romanzo: Kellan Armstrong è il figlio diciannovenne del console americano a Milano. Picchiato a morte, il suo corpo viene trovato davanti all’ospedale Fatebenefratelli. Sul caso, quanto mai delicato, indaga l’agente scelto Raffaele Cinà, detto Scimmia. Si avvale dell’aiuto di Steno Molteni, giovane cronista di nera. Sul caso lavora anche il padre della giovane vittima, insieme a Han, misterioso cuoco vietnamita, con cui condivide trascorsi nella Cia. Due belle coppie di detective che lavorano indipendentemente, senza interferenze ma, come il lettore vedrà, con metodi e, soprattutto, obiettivi diversi. E’ subito chiaro che il delitto è legato all’ambiente gay cittadino. La storia è ben congegnata, con un andamento narrativo che non concede al lettore cali di interesse.
La geografia della città si stende come una rete a sostegno della trama,consegnandole forza e credibilità. Una geografia che non è solo urbanistica, ma sociale e culturale: la milanesità, come viene definita da Sabine, fotografa e affascinante milanese di origine eritrea “se uno si sente milanese, per me è milanese. E’ il bello di questa metropoli”. Ma quella più temibile è la Milano bene, mondo meschino di ferocia sussurrata e bontà ostentata”, quella dei salotti, dei segreti da nascondere, delle apparenze da salvare “Il nostro mondo si divide in due: Milano centro e tutto il resto”. Il protagonista del romanzo sembrerebbe essere Steno che vive in hotel e si muove su una Maserati Ghibli, dotato di intuito e intraprendenza. Gli altri personaggi, però, tutti molto interessanti, gli rubano a turno la scena: il pubblico ministero “sceltissimo” Maria Cristina Tajani, donna non giovane, non bella, per niente elegante, ma dotata di un carisma che balza fuori dalla pagina. E Alberto, barbone amico di Steno, che sogna di fare l’autista e, per questo, studia per affrontare l’esame di scuola guida. Infine Han, agente segreto sotto copertura, esperto in lotta libera e interrogatori, solitario, malinconico, pianista virtuoso: affascinante.
Il tutto raccontato in una lingua amabile e composta, per niente scontata, che sa raccontare, descrivere, ritrarre, riflettere.

Autore: Franco Vanni
Casa editrice: Baldini + Castoldi

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