Sangue giusto

Sesto titolo finalista Premio Strega 2018

Amici lettori, sono stati comunicati i titoli dei dodici libri finalisti del Premio Strega 2018. Vorrei avventurarmi a recensirli tutti. Diversamente dal solito, attribuirò a ciascuno una votazione da zero a dieci, e relativi decimali. A fine corsa potrò proporvi il titolo che, a mio parere, meriterebbe di ottenere l’ambito premio. Accompagnatemi in questa impresa con i vostri pareri e i vostri commenti!

Qual è il sangue giusto? Quello che ti dichiara appartenente a una razza superiore? O quello delle elite sociali? “Il tuo sangue è giusto, stellina. Giustissimo. È il motivo per cui sei così intelligente”. E’ Attilio Profeti, il protagonista del romanzo, che prova a spiegare alla piccola Ilaria la differenza tra classi.
Francesca Melandri scrive una storia che spazia arditamente nel tempo e nello spazio, dall’Italia all’Etiopia, dai tempi dell’occupazione italiana del Corno d’Africa, agli anni del berlusconismo, agli “affari” che hanno legato il nostro paese a quelle terre. Ma non è solo un romanzo nella storia, ma una storia di persone. Tutto perfettamente incastrato, senza soluzione di continuità, i personaggi alternano il loro presente con spazi del loro passato, non ordinati cronologicamente, ma seguendo un’ideazione che tende a ricostruire fatti e a ricomporre storie personali, da cui emergano efficacemente le personalità delle donne e degli uomini che animano la vicenda.
Duemiladieci, estate. Una sera, rientrando a casa, Ilaria trova ad aspettarla un giovane etiope, Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti. Dichiara di essere suo nipote, il figlio del figlio concepito da Attilio Profeti con una donna etiope, durante il periodo dell’occupazione. Ilaria, donna rigorosa, idealista e amante della verità prova a conoscere qualcosa in più della storia di suo padre Attilio, ormai vecchio. Lo farà attraverso una scatola di documenti, custodita dalla madre Marella, da cui l’autrice trae spunto per approfondire le vicende storiche, e quelle personali di Attilio, della sua Abeba, del suo amico Carbone e di tanti altri a cui si aggiungono personaggi storici, come Rodolfo Graziani e Muammar Gheddafi. Ma alle carneficine, le ruberie, i loschi affari, il delirio sulla superiorità della razza, che hanno legato la storia passata dei due paesi, si intreccia l’orrore del presente, attraverso l’odissea di Shimeta: il passaggio nel deserto, la prigionia in Libia, l’attraversata del Mediterraneo su un barcone di disperati. Tutto raccontato e descritto in una prosa limpida, agile, che quasi non fa avvertire al lettore “il peso” di cinquecentoventuno pagine dense di avvenimenti e personaggi. La lingua accompagna la storia con la capacità di raccontare, descrivere e, anche, affermare principi “Umani, tonni, cicogne, gnu al galoppo nella savana: le migrazioni sono come le maree, i venti, le orbite dei pianeti e il parto, tutti fenomeni che non è dato fermare. Certo non con la violenza, seppure sia diffusa questa illusione”.

Voto: 8,5

Autore: Francesca Melandri
Casa editrice: Rizzoli

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