La solitudine dei numeri primi

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali,schiacciati come tutti tra due, ma un passo in là rispetto agli altri” Questa è la cifra della solitudine che segna Alice e Mattia, protagonisti del romanzo. Due anime trafitte in giovanissima età da eventi traumatici: Alice ha avuto un incidente, sciando malvolentieri per accontentare un padre prepotente e invasivo, ed è rimasta zoppa per sempre; Mattia è tormentato dal rimorso per aver lasciato ad aspettarlo su una panchina del parco la sorellina, da quel momento scomparsa per sempre. Anime incapaci di perdonare e perdonarsi, punendosi all’infinito, Alice con la sua anoressia; Mattia trafiggendo carne e anima con ferite auto inferte che non danno pace. Sono numeri primi, le loro strade si incrociano inesorabilmente, perché si riconoscono nella reciproca sofferenza e perché incapaci di stabilire rapporti con gli altri. Sempre insieme ma mai veramente vicini. Lo scavo profondo che Giordano realizza nell’animo di chi soffre, rivela sensibilità psicologica non disgiunta da umana pietà. Questo è il valore aggiunto che fornisce preziosità ai temi del romanzo: l’isolamento, il senso di estraneità, i segni irreversibili dei traumi giovanili, la difficile genitorialità dei figli incapaci di amarsi. L’andamento narrativo composto, fluido, coinvolgente anche nelle pause descrittive e narrative, dedica, alternativamente, un capitolo ad Alice e uno a Mattia, con agili spostamenti del punto di vista, e si avvale di una prosa colta, raffinata, modulata senza sperperi o cadute. Una rilettura che ha saputo di nuovo coinvolgermi ed emozionarmi quanto la prima che risale al Premio Strega 2008, attribuito, con molto merito, al libro. L’augurio a noi lettori e allo scrittore, è che ce ne regali uno bello come la sua opera prima.

Autore: Paolo Giordano
Casa editrice: Mondadori

2 pensieri su “La solitudine dei numeri primi

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