La danza dell’orologio

Il riscatto di una donna che dice sempre sì. Willa dice sì ad una madre instabile e tendenzialmente violenta. Dice sì ad un matrimonio affrettato che comporta la rinuncia agli studi tanto amati. Dice sì a due figli belli e bravi ma poco affettuosi e poco presenti. Dice sì ad un secondo marito dall’io ipertrofico, autoreferenziale e non proprio simpatico. Poi, un giorno, dice no e sceglie la vita che le piace. Ma siamo negli anni settanta? Le donne non hanno ottenuto rispetto e parità già da un bel po’? Questo libro avrebbe fatto scalpore tra le femministe in zoccoli e gonnellone, ma oggi lascia un po’ perplessi. Se Willa si accorge solo a sessant’anni che può essere padrona della sua vita, non è colpa dei tempi ma della sua mancanza di carattere. Allora è un libro sulle donne o su una singola donna un po’ sfigata? Essere nonni è bellissimo, ma sembra che tutte le sue aspirazioni si risolvano nella scelta di calarsi nel ruolo di nonna adottiva di una bambina conosciuta in una serie di circostanze che non anticipo al lettore. La scrittura di Anne Tyler rivela mano sicura: è diretta, asciutta, ritmica, grazie anche alla dovizia di dialoghi serrati che conferiscono vivacità alla pagina e che sostengono un andamento narrativo fluido e senza sbavature. È la trama che, specie nella seconda parte, convince poco, penalizzata da uno scarso approfondimento dei molti personaggi e da tematiche decisamente poco contemporanee.

Autore: Anne Tyler
Casa editrice: Guanda

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