I tempi nuovi

I tempi nuovi sono dominati da indifferenza, opportunismo, scarso senso della legalità, assenza di principi. Questo il tema che Robecchi sviluppa nel suo ultimo lavoro. Argomento interessante, che avrebbe meritato una storia diversa: il romanzo arranca, trama debole e noiosetta, personaggi vuoti di senso, dialoghi stereotipati, imbarazzanti
tentativi di fare ironia. Il tutto raccontato in una lingua di maniera che sa di vecchio. Una delusione, dopo la buona prova di Follia maggiore. Eppure i personaggi sono gli stessi: i poliziotti Ghezzi e Carella, e gli investigatori privati Falcone e Monterossi. I primi impegnati a risolvere un caso di omicidio, gli altri alla ricerca di una persona scomparsa. Le due indagini inevitabilmente confluiscono verso il prevedibile finale. Il noir all’italiana è un genere che mi è caro, e certamente Robecchi ha il pregio di far vivere la sua Milano e di saper riflettere sulla società: cyberbullismo, tv spazzatura, dissoluzione dei confini tra bravi cittadini e delinquenti, sono gli apprezzabili ingredienti di una torta dal sapore poco convincente. Forse nuoce al lavoro l’intento di argomentare e dimostrare un’idea, o, forse, più semplicemente, nonostante le qualità che l’autore ha precedentemente dimostrato, questa volta non ha ingranato la marcia giusta.

Autore: Alessandro Robecchi
Casa editrice: Sellerio

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